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Domenica, 02 Febbraio 2014 09:21

La normativa sulla termoregolazione

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Termoregolazione-1La termoregolazione all'interno di un immobile (sia esso un singolo appartamento oppure un condominio, uffici, centri commerciali ecc.) è condizione necessaria per il raggiungimento delle condizioni di comfort ed il risparmio energetico. Inoltre è obbligatoria per legge, in quanto previsto dalla normativa italiana, da più di 20 anni. Infatti già nel DPR 412/1993 (il regolamento di attuazione della L. 10/1991), era previsto un intero articolo (art. 7), dedicato ai sistemi di termoregolazione, che qui di seguito riportiamo per intero:

Art. 7 DPR 412/1993 - Termoregolazione e contabilizzazione
"1. Fermo restando che gli edifici la cui  concessione edilizia sia stata rilasciata antecedentemente all'entrata  in vigore del presente decreto devono disporre dei sistemi di  regolazione e controllo previsti dalle precedenti normative, le  disposizioni contenute nel presente articolo si applicano agli impianti  termici di nuova installazione e nei casi di ristrutturazione degli  impianti termici.
2. Negli impianti termici centralizzati adibiti al  riscaldamento ambientale per una pluralità di utenze, qualora la potenza  nominale del generatore di calore o quella complessiva dei generatori  di calore sia uguale o superiore a 35 kW, è prescritta l'adozione di un  gruppo termoregolatore dotato di programmatore che consenta la  regolazione della temperatura ambiente almeno su due livelli a valori  sigillabili nell'arco delle 24 ore. Il gruppo termoregolatore deve  essere pilotato da una sonda termometrica di rilevamento della  temperatura esterna. La temperatura esterna e le temperature di mandata e  di ritorno del fluido termovettore devono essere misurate con una  incertezza non superiore a ± 2 °C.
3. Ai sensi del comma 6  dell'articolo 26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli impianti di  riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, la cui  concessione edilizia sia stata rilasciata dopo il 18 luglio 1991, data  di entrata in vigore di detto articolo 26, devono essere progettati e  realizzati in modo tale da consentire l'adozione di sistemi di  termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola  unità immobiliare. Ai sensi del comma 3 dell'articolo 26 della legge 9  gennaio 1991, n. 10, gli impianti termici al servizio di edifici di  nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo il 30  giugno 2000, devono essere dotati di sistemi di termoregolazione e di  contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unità  immobiliare.
4. Il sistema di termoregolazione di cui al comma 2 del  presente articolo può essere dotato di un programmatore che consenta la regolazione su un solo livello di temperatura ambiente qualora in ogni  singola unità immobiliare sia effettivamente installato e funzionante un  sistema di contabilizzazione de calore e un sistema di termoregolazione  pilotato da una o più sonde di misura della temperatura ambiente  dell'unità immobiliare e dotato di programmatore che consenta la  regolazione di questa temperatura almeno su due livelli nell'arco delle  24 ore.
5. Gli edifici o le porzioni di edificio che in relazione  alla loro destinazione d'uso sono normalmente soggetti ad una  occupazione discontinua nel corso della settimana o del mese devono  inoltre disporre di un programmatore settimanale o mensile che consenta  lo spegnimento del generatore di calore o l'intercettazione o il  funzionamento in regime di attenuazione del sistema di riscaldamento nei periodi di non occupazione.
6. Gli impianti termici per singole  unità immobiliari destinati, anche se non esclusivamente, alla  climatizzazione invernale devono essere parimenti dotati di un sistema  di termoregolazione pilotato da una o più sonde di misura della  temperatura ambiente con programmatore che consenta la regolazione di  questa temperatura su almeno due livelli di temperatura nell'arco delle  24 ore.
7. Al fine di non determinare sovrariscaldamento nei singoli  locali di una unità immobiliare per effetto degli apporti solari e degli  apporti gratuiti interni è opportuna l'installazione di dispositivi per  la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali  o nelle singole zone aventi caratteristiche di uso ed esposizioni  uniformi. L'installazione di detti dispositivi è aggiuntiva rispetto ai  sistemi di regolazione di cui ai precedenti commi 2, 4, 5 e 6, ove  tecnicamente compatibile con l'eventuale sistema di contabilizzazione,  ed è prescritta nei casi in cui la somma dell'apporto termico solare  mensile, calcolato nel mese a maggiore insolazione tra quelli  interamente compresi nell'arco del periodo annuale di esercizio  dell'impianto termico, e degli apporti gratuiti interni convenzionali  sia superiore al 20% del fabbisogno energetico complessivo calcolato  nello stesso mese.
8. L'eventuale non adozione dei sistemi di cui al  comma 7 deve essere giustificata in sede di relazione tecnica di cui al  comma 1 dell'art. 28 della legge 9 gennaio 1991, n. 10; in particolare  la valutazione degli apporti solari e degli apporti gratuiti interni  deve essere effettuata utilizzando la metodologia indicata dalle norme  tecniche UNI di cui al comma 3 dell'art. 8.
9. Nel caso di  installazione in centrale termica di più generatori di calore, il loro  funzionamento deve essere attivato in maniera automatica in base al  carico termico dell'utenza."

In seguito, il D.Lgs 192/2005 integrato con il D.Lgs 311/2006, ribadiva nell'Allegato I, (art. 11), ai commi 4,6,11 gli obblighi in materia di termoregolazione:

D.Lgs 192/2005 art. 11
comma 4

"Per tutte le categorie di edifici, ..., nel caso di mera sostituzione di generatori di calore, prevista all'art. 3, comma 2, lettera c), numero 3, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192. si intendono rispettate tutte le disposizioni vigenti in tema di uso razionale dell'energia, incluse quelle di cui al comma precedente, qualora coesistano le seguenti condizioni:
a) ....
b) ....
c) siano presenti, salvo che ne sia dimostrata inequivocabilmente la non fattibilità tecnica nel caso specifico, almeno una centralina di termoregolazione programmabile per ogni generatore di calore e dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone che, per le loro caratteristiche di uso ed esposizione possano godere, a differenza degli altri ambienti riscaldati, di apporti di calore solari o comunque gratuiti. Detta centralina di termoregolazione si differenzia in relazione alla tipologia impiantistica e deve possedere almeno i requisiti già previsti all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto
1993, n. 412, nei casi di nuova installazione o ristrutturazione di impianti termici. In ogni caso detta centralina deve:
- essere pilotata da sonde di rilevamento della temperatura interna, supportate eventualmente da una analoga centralina per la temperatura esterna, con programmatore che consenta la regolazione della temperatura ambiente su due livelli di temperatura nell'arco delle 24 ore, nel caso di impianti termici centralizzati
- consentire la programmazione e la regolazione della temperatura ambiente su due livelli di temperatura nell'arco delle 24 ore, nel caso di
impianti termici per singole unità immobiliari);

comma 6
Nei casi previsti al comma 1, per tutte le categorie degli edifici ...., e quando il rapporto tra la superficie trasparente complessiva dell'edificio e la sua superficie utile è inferiore a 0,18, il calcolo del fabbisogno annuo di energia primaria può essere omesso, se gli edifici e le opere sono progettati e realizzati nel rispetto dei limiti fissati al comma 2 lettere a), b) e c) e sono rispettate le seguenti prescrizioni impiantistiche:
a) ...
b) ...
c) siano installati almeno una centralina di termoregolazione programmabile in ogni unità immobiliare e dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone aventi caratteristiche di uso ed esposizioni uniformi al fine di non determinare sovrariscaldamento per effetto degli apporti solari e degli apporti gratuiti interni;

comma 11
Per tutti gli edifici e gli impianti termici nuovi o ristrutturati, è prescritta l'installazione di dispositivi per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone aventi caratteristiche di uso ed esposizioni uniformi al fine di non determinare sovrariscaldamento per effetto degli apporti solari e degli apporti gratuiti interni.
L'installazione di detti dispositivi è aggiuntiva rispetto ai sistemi di regolazione di cui all'art. 7, commi 2, 4, 5 e 6 del decreto Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e successive modifiche, e deve comunque essere tecnicamente compatibile con l'eventuale sistema di contabilizzazione.

Infine il DPR 59/2009 (regolamento di attuazione del D.Lgs. 152/2005), all'art. 4, comma 6,8,10,21, richiama molti concetti già espressi in precedenza:

DPR. 59/2009 art. 4
comma 6
Per tutte le categorie di edifici, ...., nel caso di mera sostituzione di generatori di calore, prevista all'articolo 3, comma 2, lettera c), numero 3), del decreto legislativo, si intendono rispettate tutte le disposizioni vigenti in tema di uso razionale dell'energia, incluse quelle di cui al comma 5, qualora coesistano le seguenti condizioni:
a) ...
b) ...
c) siano presenti, salvo che ne sia dimostrata inequivocabilmente la non fattibilita' tecnica nel caso specifico, almeno una centralina
di termoregolazione programmabile per ogni generatore di calore e dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura
ambiente nei singoli locali o nelle singole zone che, per le loro caratteristiche di uso ed esposizione possano godere, a differenza
degli altri ambienti riscaldati, di apporti di calore solari o comunque gratuiti. Detta centralina di termoregolazione si differenzia in relazione alla tipologia impiantistica e deve possedere almeno i requisiti gia' previsti all'articolo 7, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, nei casi di nuova installazione o ristrutturazione di impianti termici. In ogni caso detta centralina deve:
1) essere pilotata da sonde di rilevamento della temperatura interna, supportate eventualmente da una analoga centralina per la temperatura esterna, con programmatore che consenta la regolazione della temperatura ambiente su due livelli di temperatura nell'arco
delle 24 ore, nel caso di impianti termici centralizzati;
2) consentire la programmazione e la regolazione della temperatura ambiente su due livelli di temperatura nell'arco delle 24 ore, nel caso di impianti termici per singole unita' immobiliari;

comma 8
Nei casi previsti al comma 2, ..., e quando il rapporto tra la superficie trasparente complessiva dell'edificio e la sua superficie utile e' inferiore a 0,18, il calcolo del fabbisogno annuo di energia primaria puo' essere omesso, se gli edifici e le opere sono progettati e realizzati nel rispetto dei limiti fissati al comma 5, lettere a), b) e c), e sono rispettate le seguenti prescrizioni impiantistiche:
a) ...
b) ...
c) siano installati almeno una centralina di termoregolazione programmabile in ogni unita' immobiliare e dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone aventi caratteristiche di uso ed esposizioni uniformi al fine di non determinare sovrariscaldamento per effetto degli apporti solari e degli apporti gratuiti interni;

comma 10
In tutti gli edifici esistenti con un numero di unita' abitative superiore a 4, appartenenti alle categorie E1 ed E2, cosi' come classificati in base alla destinazione d'uso all'articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, in caso di ristrutturazione dell'impianto termico o di installazione dell'impianto termico devono essere realizzati gli interventi necessari per permettere, ove
tecnicamente possibile, la contabilizzazione e la termoregolazione del calore per singola unita' abitativa.
Gli eventuali impedimenti di natura tecnica alla realizzazione dei predetti interventi, ovvero l'adozione di altre soluzioni impiantistiche equivalenti, devono essere evidenziati nella relazione tecnica di cui al comma 25

comma 21
Per tutti gli edifici e gli impianti termici nuovi o ristrutturati, e' prescritta l'installazione di dispositivi per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone aventi caratteristiche di uso ed esposizioni uniformi al fine di non determinare sovrariscaldamento per effetto degli apporti solari e degli apporti gratuiti interni.
L'installazione di detti dispositivi e' aggiuntiva rispetto ai sistemi di regolazione di cui all'articolo 7, commi 2, 4, 5 e 6, del decreto Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e successive modificazioni, e deve comunque essere tecnicamente compatibile con l'eventuale sistema di contabilizzazione.

Domenica, 10 Novembre 2013 16:52

Precisione degli strumenti di misura: come valutarla ?

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manometro

Nell'ingegneria applicata si effettuano continuamente misurazioni del fenomeno fisico che si vuol analizzare, sia per una ragione di regolazione che di monitorizzazione, manuali od automatizzate che siano.
Ad esempio, in campo termotecnico, grandezze tipiche da misurare ai fini della regolazione/bilanciamento di un impianto, sono:
- la temperatura
- la portata
- la pressione
Ma potremmo trovarci anche a dover misurare altre grandezze come la tensione e la corrente elettrica, la massa di un gas o di un liquido ecc.
Gli strumenti che si utilizzano per quantificare queste grandezze possono essere pù o meno precisi.
Ma cosa significa precisione di uno strumento ?
Per spiegarlo, ricorriamo al classico esempio del fucile (=strumento di misura) , che sparando deve colpire un bersaglio, come da figura:

accuratezza e ripetibilita

Premettiamo che dobbiamo tenere bene a mente questi due termini:
1.) ripetibilità (= repeatibily):è definita come una misura convenzionale della variabilità dei risultati della misurazione quando la stessa quantità  caratteristica è misurata molte volte dallo stesso operatore
2.) accuratezza (= precision):  può essere  definito  come  il  grado  di  concordanza  tra  il risultato di una misurazione e il valore reale della grandezza

Ritornando alla figura, distinguiamo 4 casi:

1. fucile che spara in modo non-accurato e non-ripetibile: i colpi sono dispersi e lontani dal centro

2. fucile che spara in modo accurato ma non ripetibile: i colpi sono tutti  dispersi ma prossimi al centro

3. fucile che spara in modo non-accurato ma ripetibile: i colpi sono tutti vicini tra loro (quindi poco dispersi) ma lontani dal centro

4. fucile che spara in modo accurato e ripetibile: i colpi sono tutti vicini tra loro e presso il centro

L'ultimo caso è quello di un fucile preciso.
Quando si parla di "precisione" (= accuracy), si sintetizzano  i concetti di ripetibilità ed accuratezza (sopra definiti), ovvero la precisione è l’attitudine dello strumento ad eseguire misure accurate e ripetibili.
Da un punto di vista matematico, ripetibilità ed accuratezza sono definite mediante:

       
 Concetto   Valore matematico  
ripetibilità (= repeatibily) ...... scarto quadratico medio  
accuratezza (= precision) ...... valor medio  
precisione (= accuracy) ...... errore assoluto/portata max strumento  

 

 

Martedì, 29 Ottobre 2013 09:52

Come funziona un contatore gas ?

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CONTATORE GAS I contatori gas installati comunemente nelle abitazioni, sono del tipo a membrana (detti anche  “a pareti deformabili”).

Si basano su due “camere di misura” (di volume ben preciso) a pareti deformabili, che si riempiono e si svuotano alternatamente: tale movimento alternato, indotto dalla differenza di pressione tra le sezioni di ingresso e di uscita, trasformato con un manovellismo, è trasmesso a un pignoncino che fa avanzare i tamburelli del totalizzatore, posto sul quadrante. Le camere e le altre parti vengono poi racchiuse in una carcassa metallica in tinta neutra.
Gli attuali contatori domestici hanno interasse standard (distanza tra gli imbocchi di entrata e uscita del gas) di 110 mm; i vecchi tipi con interasse da 250 mm sono in via di eliminazione. Fino a circa il 1991 le membrane, cioè le pareti delle camere, erano di pelle animale, molto deteriorabile se a contatto con gas secco; attualmente sono sintetiche, meno resistenti agli idrocarburi e meno flessibili.
Questi contatori tollerano, generalmente, sovrappressioni di almeno 500 mbar relativi; quasi sempre sono provvisti di congegno che ne impedisce il moto retrogrado. Sono regolamentati dalla norma di armonizzazione europea UNI EN 1359.
Inoltre sono predisposti per la contabilizzazione elettronica, mediante un emettitore di impulsi da installare sul contatore (in prossimità del quadrante numerico). Attraverso l'uscita impulsiva vengono misurati i volumi di gas (GPL o metano) che attraversano il contatore, a condizioni termodinamiche di riferimento, sapendo che ogni impulso corrisponde ad un certo volume di gas.
Il seguente video, spiega meglio di qualsiasi parola, la composizione ed il funzionamento dei contatori gas:

 


Per completezza di informazione, ogni contatore gas è definito mediante le seguenti specifiche (riportate nel quadrante):

  • la classe
  • l'indicazione del consumo, visualizzata con tamburelli
  • il numero di matricola
  • l'anno di fabbricazione
  • il marchio del costruttore
  • i dati di omologazione del prototipo
  • la portata minima (cioè la portata al di sotto della quale l'errore di misura non viene più garantito entro la classe di precisione)
  • la portata massima (portata alla quale il contatore può ancora funzionare indefinitamente senza deteriorarsi né sotto l'aspetto metrologico, né sotto quello costruttivo)
  • la massima pressione (relativa) di esercizio


La classe è l'elemento più importante perchè contraddistingue la portata nominale di gas misurabile:

classe portata minima
(mc/h)
portata nominale
(mc/h)
portata massima
(mc/h)
tipo contatore portata termica nominale
GPL (kW)
portata termica nominale
metano (kW)
G1,6 0,016 1,6 2,5 a membrana 38 15
G2,5 0,025 2,5 4 a membrana 59 24
G4 0,04 4 6 a membrana  95 38
G6 0,06 6 10 a membrana  142 58
G10 0,1 10 16 a membrana / a rotoide  237  96
G16 0,16 16 25 a membrana / a rotoide 379  154
G25 0,25 25 40 a membrana / a rotoide  593  240
G40 0,4 40 65 a membrana / a rotoide  948  384
G65 0,65 65 100 a membrana / a rotoide / a turbina 1541  624
G100 1 100 160 a membrana / a rotoide / a turbina  2370  960
G160 1,6 160 250 a rotoide / a turbina  3792  1536
G250 2,5 250 400 a rotoide / a turbina  5925  2400
G400 4 400 650 a rotoide / a turbina  9480  3840
G650 6,5 650 1 000 a rotoide / a turbina  15405  6240
G1000 10 1 000 1 600 a turbina  23700  9600
G1600 16 1 600 2 500 a turbina  37920  15360
G2500 25 2 500 4 000 a turbina  59250  24000
G4000 40 4 000 6 500 a turbina  94800  38400
G6500 65 6 500 10 000 a turbina  154050  62400

n.b.: i contatori a rotoide e turbina sono altri apparecchi atti a misurare il gas


Nella tabella di sopra, in maniera indicativa, sono riportate nelle ultime due colonne, la portata termica nominale associata ad ogni classe di contatore (calcolate tenendo conto del potere calorifico inferiore di GPL e metano), che individua la max potenza termica al focolare.
I contatori installati negli appartamenti generalmente corrispondono alla classe G4.

Lunedì, 07 Ottobre 2013 13:30

Dove inviare l'attestato di prestazione energetica ?

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Realizzato l'Attestato di Prestazione Energetica, come prescritto dal DM 26 giugno 2009 ("Linee guida nazionali per la certificazione energetica"), è obbligo da parte del soggetto certificatore (tecnico incaricato della redazione dell'attestato), inviare copia del documento entro 15 giorni dalla sua data di emissione alla regione/provincia competente per territorio.
In alcuni casi si effettua l'invio con raccomandata con A/R, in altri casi è possibile inviare l'APE tramite procedura telematica.

Abruzzo  
Regione Abruzzo -  Servizio Politica Energetica – Qualità dell’Aria – SINA
via Passolanciano, 75 -  65124 Pescara

Basilicata  
Ufficio Energia
Viale Verrastro, 8 -  85100 Potenza

Calabria  
Regione Calabria – Dipartimento Attività produttive – Settore Politiche Energetiche
viale Cassiodoro – Palazzo Europa -  88060 S. Maria di Catanzaro (CZ)
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Campania  
Giunta Regionale della Campania -  AGC 12 – Settore Regolazione dei Mercati
Centro Direzionale Isola A6 – piano 9 80143 – Napoli

Emilia Romagna
SACE (Sistema Accreditamento Certificazione Energetica)
http://energia.si-impresa.it/Login.aspx

Friuli Venezia Giulia
ARES Agenzia Regionale per l’Edilizia Sostenibile
Viale della Vittoria, 9 -  33085    Maniago (PN)
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Lazio  
Regione Lazio -  Direzione Regionale Piani e Programmi di Edilizia Residenziale
Terzo Settore – Servizio Civile e Tutela Dei Consumatori
via Capitan Bavastro, 108 -  00154   Roma

Liguria
Celeste
http://www.ambienteinliguria.it

Lombardia  
CENED
http://www.cened.it/

Umbria  
Regione Umbria
Direzione Regionale Risorsa Umbria, Federalismo, Risorse Finanziarie,Umane e Strumentali
Servizio Energia – Palazzo Donini
Corso Vannuci, 96 -  06121 Perugia
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Marche  
Regione Marche -  Servizio Territorio Ambiente Energia –
P.F. Rete elettrica regionale  Autorizzazioni energetiche Gas ed Idrocarburi
via Tiziano, 44 -  60125 Ancona
Fax  – 071/8063012
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Piemonte
SICEE (Sistema Informatico Certificazione Energetica Edifici)
http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/sicee

Puglia  
Assessorato Sviluppo Economico Industria ed Energia
Corso Sonnino, 177 -  70121 Bari

Sardegna  
Assessorato all’Industria – Servizio Energia
viale Trento, 69 -  09123   Cagliari

Sicilia  
Regione Siciliana – Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità
Dipartimento regionale dell’energia – Servizio II – Osservatorio e servizio statistico dell’energia
via Ugo La Malfa, 87/89 -  90146 Palermo
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Toscana  
Regione Toscana -  Direzione Politiche territoriali Ambientali e  per la Mobilità
Area di Coordinamento Ambientale – Energia e Cambiamenti Climatici
via Novoli, 26 -  50127 Firenze
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Valle d’Aosta  
Sportello Info Energia Chez Nous
Avenue du Conseil des Commis, 23 -  11100 Aosta
 Fax :  0165/548470
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Veneto  
Regione del Veneto -  Unità di Progetto Energia – Palazzo della Regione
Fondamenta Santa Lucia
via Cannareggio, 23 -  30121 Venezia
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Provincia Autonoma di Trento  
Agenzia provinciale per l’energia – Servizio pianificazione energetica ed incentivi
via Gilli -  38121 Trento
 
Provincia Autonoma di Bolzano  
Agenzia Casa Clima s.r.l.
via Macello, 30 c -  39100   Bolzano

 

Fino alla guerra del Kippur del 1973, il problema della vulnerabilità energetica e della dipendenza dal petrolio delle nazioni sviluppate (Italia inclusa) era stato praticamente assente dalle agende politiche. In seguito al conflitto arabo-israeliano, USA ed Europa si schierarono apertamente a favore di Israele, e ciò creò la reazione immediata dei Paesi Arabi appartenenti all'Opec che bloccarono le proprie esportazioni di petrolio verso questi Paesi fino al gennaio 1975. Fu crisi energetica, che portò all'innalzamento vertiginoso del prezzo del petrolio ed alla conseguente serie di interventi legislativi di austerity ed a favore del risparmio energetico.
In particolare l'Italia varò le prime "Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici" (L 373/1976, abrogata in seguito dalla L. 10/91), in cui si affermò per la prima volta il principio del risparmio energetico, introducendo concetti moderni in tema di progettazione degli impianti ed isolamento termico degli edifici. In particolare si introdusse:

  • limite dei 20 °C per la temperatura dell'aria ambiente
  • la regolazione climatica  degli impianti di generazione del calore (> 50 kW per impianti nuovi e >100 kW per quelli già esistenti)
  • limite dei 48 °C per la temperatura di ACS
  • obbligo del progetto dell'impianto termico rispondenti ai limiti fissati dalla norma e deposito del progetto/relazione tecnica presso il comune
  • obbligo del collaudo per impianti (> 100 kW)
  • verifiche da parte del comune
  • limiti di rendimento dei generatori di calore
  • caratteristiche di isolamento nei limiti del decreto attuativo (Cd=coeff. volumico globale di dispersione termica) 
  • determinazione delle zone climatiche e limiti del Cd per zona climatica
  • sanzioni amministrative per i trasgressori

Questa legge, che definiva i criteri generali, è stata resa poi attuativa da una serie di decreti quali:

  1. DPR 1052/1977 -  "Regolamento di esecuzione alla L 373/1976 relativa al consumo energetico per usi termici negli edifici" 
  2. DM 10 marzo 1977 - "Determinazione delle zone climatiche, dei valori minimi e massimi dei relativi coefficienti volumici di dispersione termica"
  3. DM 30 luglio 1986 - "Aggiornamento dei coefficienti di dispersione termica degli edifici"
Venerdì, 15 Marzo 2013 11:34

Obbligo della progettazione impianti: quando ?

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In questo articolo cerchermo di rispondere ad una domanda banale: quando è obbligatorio eseguire la progettazione di un impianto ?
Diverse sono le situazioni e le normative in merito.

A) DM 37/08
Cominciamo dal DM 37/08 che ha messo ordine nel settore: non a caso il sottotitolo del decreto parla di: "riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici".

Secondo questo decreto (art. 5) la redazione di un progetto è imposto praticamente sempre, ma "l'obbligo di progetto redatto da un professionista iscritto ad albo professionale" ricade nei seguenti casi:

articolo             tipologia di impianto obbligo
art 1, a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e
barriere;
per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 m2
art. 1, c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali dotati di canne fumarie collettive ramificate, nonché impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora (46.5 kW)
 art 1, e) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei local  relativi alla distribuzione e l'utilizzazione di gas combustibili con portata termica superiore a 50 kW o dotati di canne fumarie collettive ramificate, o impianti relativi a gas medicali per uso ospedaliero e simili, compreso lo stoccaggio

 

La precendente tabella non vuole essere esaustiva, ma indicativa dei principali tipi di intervento soggetti a progetto per gli impianti termotecnici.

 La norma aggiunge che il progetto deve essere completo di :

  • schemi dell'impianto
  • disegni planimetrici
  • relazione tecnica (consistenza e tipologia dell'installazione e dei materiali)

Il progetto deve essere depositato presso lo sportello unico dell'edilizia e la dichiarazione di conformità va redatta a cura dell'impresa abilitata che ha realizzato gli impianti.

B) "Raccolta R" ISPESL 

Secondo il D.M.01/12/1975 (Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione), per i generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido, gassoso o per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda, aventi potenzialità globale dei focolai superiore a 30.000 kcal/h (35 kW), prima che venga iniziata la costruzione o la modifica dell' impianto, deve essere presentata una denuncia all'ISPESL a cura dell'installatore, il quale deve avvalersi della collaborazione di un termotecnico. Tale domanda deve essere inoltrata all'ISPESL quando:

  • si installa un nuovo impianto;
  • si modificano i dispositivi di sicurezza e di protezione;
  • si procede a sostituzione o modifica comportante aumento della potenzialità nominale o una variazione della pressione di targa.

In tutti e tre i casi, insieme alla denuncia, l'installatore deve presentare il progetto e una relazione tecnica, completa di allegati, predisposti e firmati da un professionista abilitato. Denuncia, progetto e relativi allegati devono essere inviati all'ISPESL competente per territorio. In seguito, l'ISPESL deve esaminare la pratica e comunicarne l'esito, provvedendo altresì all'omologazione dell'impianto.

 

 

attestato-di-certificazione-energeticaQuando ci si approccia al dimensionamento di un impianto di climatizzazione, è importante che questo venga eseguito da progettisti specializzati, in grado di offrire nell'ambito della propria consulenza, soluzioni dal punto di vista tecnico-economico soddisfacenti. Oggi l'impiantistica si sta muovendo verso l'idronico che comportano una serie di specifiche che se non rispettate determinano il non-funzionamento dello stesso impianto. Inoltre molti sono gli aspetti trascurati o addirittura ignoti per gli installatori, per cui la consulenza è spesso rivolta a quest'ultima categoria, in modo da colmare le lacune esistenti.

Detto ciò, il processo logico-razionale alla base della progettazione impiantistica, consiste nelle seguenti fasi:

  • sopralluogo con rilievo
  • calcolo dei carichi termici estivi ed invernali
  • definizione di misure per l'abbattimento dei carichi termici
  • definizione di alcune possibili configurazioni impiantistiche
  • scelta della configurazione impiantistica esecutiva
  • predisposizione impiantistiche (per futuri aggiornamenti di impianto)
  • calcolo tubazioni ed apparecchi (circolatori, generatori, ecc)
  • dimensionamento del sistema di controllo
  • bilanciamento di impianto
  • direzione lavori
  • collaudo

Questa procedura, per quanto lunga e ripetitiva, è a mio avviso l'unica che permetta di arrivare ad un fine lavori soddisfacente, sia per il progettista che per il cliente. Le soluzioni in particolari vanno sempre condivise e concertate, in particolar modo quelle inerenti le misure da adottare per abbattere i carichi termici, ovvero le coibentazioni di muri, solai, tetti e la scelta degli infissi, che nella maggior parte dei casi sono trascurate ed invece incidono in misura preponderante su tutto il prosieguo. Infatti avere un edificio più disperdente comporta dimensionare impianti (apparecchi, tubazioni, pompe, generatori, ecc.) più grandi con aggravio dei costi di capitale, ma cosa ancor peggiore, con aumento dei costi di esercizio dei combustibili, che rappresenta la principale voce di costo nel lungo periodo di un sistema di climatizzazione.

Anche la scelta del sistema di controllo è spesso ridotta ad un termostato ambiente on-off, la peggiore in assoluto visto anche le numerose possibilità che la tecnologia oggi ci propone (in primis la regolazione climatica).

 

 

Venerdì, 12 Ottobre 2012 17:38

Il termometro dei costi di calore

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termometro costi caloreLa questione centrale per chi si accinge a installare un nuovo impianto termico oppure a ristrutturarlo èla seguente: quale generatore di calore conviene acquistare ? Ovvero con quale fonte di calore otterrò il max risparmio nel lungo periodo ?
In merito ci viene in aiuto il "termometro dei costi di calore" ossia un grafico comparativo del costo totale di riscaldamento riferito ad un appartamento di classe di efficienza energetica C (con potenza di picco di 15 kW), con un fabbisogno annuo di 15.000 kWh per un arco temporale di 20 anni. Questo grafico è stato elaborato da GÜNTHER GANTIOLER dell'Agenzia CasaClima.
Nel grafico sono indivuati per ogni singola fonte energetica (gasolio, metano, GPL, legna, trucioli di legna, pellets, teleriscaldamento, pompa di calore), i relativi costi di investimento, di esercizio (= combustibile) e di manutenzione cumulati nei 20 anni di funzionamento.
Dal grafico risulta evidente come la legna (ossia il termocamino) sia il sistema più economico per riscaldarsi, seguiti da pellets e teleriscaldamento. Assolutamente da evitare GPL e gasolio per l'alto costo del combustibile. La pompa di calore è alla pari con il metano.
Questo grafico viene aggiornato di anno in anno.

Certamente è un indicatore di come muoversi nella scelta del sistema di generazione del calore, senza per questo voler essere una risposta definitiva circa questa tematica, anche perchè, come diceva un mio collega: "l'impianto è come un abito... va fatto su misura !"

Martedì, 04 Settembre 2012 17:03

Procedure operative per la detrazione IRPEF 55%

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detrazioni 55 irpef eneaCome procedere per ottenere la detrazione fiscale del 55% ? Un valido aiuto sono i vademecum dell'ENEA, ossia delle brevi guide che descrivono per tipologia di intervento (infissi, caldaie a condensazione, caldaie a biomassa, pannelli solari, pompe di calore, ecc.) la procedura operativa per accedere la detrazione IRPEF del 55%. In ogni guida sono specificati i requisiti dell'immobile e dell'intervento, la documentazione da conservare ed inviare all'enea e all'Agenza delle Entrate, oltre a note varie per la compilazione e trasmissione dei documenti .
Le guide rappresentano un ottimo supporto operativo tanto per i progettisti che per i clienti, tenuto conto che alcune categorie di interventi non richiedono necessariamente l'intervento di un progettista, in quanto basta rifarsi alla certificazione del produttore (è il caso ad esempio degli infissi, caldaie a condensazione < 100 kW, pompe di calore < 100 kW).
Di seguito sono riportati i link ai singoli vademecum:

Serramenti e infissi

Caldaie a condensazione

Caldaie a biomassa

Pannelli solari

Pompe di calore

Coibentazione pareti e coperture

Riqualificazione globale

In ogni caso è sempre utile far riferimento alla guida dell'agenzia delle Entrate.

scaldabagno-solare-pompa-caloreLo scaldaacqua a pompa di calore sta diventando sempre più il dispositivo ideale per poter sostituire il più tradizionale (ed inefficiente) boiler elettrico nella produzione dell'ACS (Acqua Calda Sanitaria). Infatti il boiler elettrico, per quanto economico nel suo costo di acquisto, risulta estremamente dispendioso nel suo esercizio perchè l'acqua viene riscaldata tramite una resistenza elettrica !
Nulla di più sbagliato da un punto di vista energetico !
Sopratutto perchè si può ottenere lo stesso risultato con 1/3 dell'energia spesa rispetto al caso del boiler elettrico. Gli scaldaacqua a pompa di calore sono costituiti da una pompa di calore di piccola taglia con annesso integrato serbatoio di accumulo termico. Le taglie del serbatoio variano da 80l a 300l, con potenza elettrica assorbita da 400 W a 800 W. Sono quindi in grado di riscaldare la massa d'acqua in essa contenuta per portarla a 50 °C, con una spesa energetica ridotta (appunto 1/3 di quella richiesta da un boiler elettrico della stessa taglia). Questo perchè si sfrutta la pompa di calore per "trasferire" il calore dall'ambiente esterno (l'aria) al serbatoio di accumulo, con dei COP prossimi a 3. CIò significa che per ogni kWh di energia elettrica spesa, trasferisco 3 kWh di energia termica nel serbatoio. Con il boiler tradizionale, per ogni kWh di energia elettrica, viene prodotto 1 kWh di energia termica. Ciòè sto perdendo 2 kWh di energia termica, rispetto allo scaldaacqua a pompa di calore !

scaldaacqua pompa calore solare termicoInoltre altro vantaggio è il fatto che l'accumulo termico generalmente è dotato di scambiatore di calore a serpentina, cui connettere un impianto solare termico, in modo tale da sfruttare l'energia solare per caricare il serbatoio durante il periodo della bella stagione, che qui al Sud corrisponde mediamente al periodo aprile-ottobre. Se a questo si aggiunge la possibilità di sfruttare un impianto fotovoltaico per poter produrre l'energia elettrica necessaria allo scaldacqua, allora il cerchio viene chiuso, in quanto si aumenta la quota di autoconsumo prevista dal 5° Conto Energia, ossia si migliora l'efficienza economica dell'investimento nell'impianto fotovoltaico.

Tuttavia non è tutto oro quel che luccica, per alcune ragioni:

  1. il COP della pompa di calore dipende fortemente dalla temperatura dell'aria esterna, per cui quando quest'ultima scende al di sotto di 10 °C, la pompa "soffre" nel trasferire il calore e quindi consuma di più
  2. la temperatura max di funzionamento è di 50 °C. Per cui per ottenere temperature più alte è necessario ricorrere ad una resistenza elettrica tale da fornire il gap di energia mancante per portare l'acqua dalla temperatura di 50 °C a 60 °C, anche in funzione della disinfezione termica nella prevenzione della proliferazione del batterio della legionella

Detto ciò, i vantaggi sono superiori agli svantaggi, tenuto conto che questo sistema accede agli incentivi previsti dal neonato Conto Energia Termico, che tra l'altro prevede anche la futura istituzione di una tariffa elettrica vantaggiosa esclusivamente per i sistemi a pompa di calore, come quest'ultimo.